Inizierò questo post in modo diverso. Niente metafore elaborate, niente analogie con Star Trek, niente codice. Solo una semplice domanda che mi rode il cervello da quando mi sono trasferito in Europa:
Perché diavolo ho bisogno di un account americano per scaricare l’applicazione del mio stesso governo?
Lasciatemi dare un po’ di contesto. Vivo in Italia. Pago le tasse in Italia. Ho un codice fiscale italiano. E quando ho bisogno di accedere all’app ufficiale del governo italiano (o dell’app delle Poste) per controllare la mia situazione fiscale, cosa faccio? Apro il Google Play Store, un negozio americano, con i miei dati archiviati su server americani, soggetti alla legislazione americana, per scaricare un’applicazione del governo di un paese europeo.
Inizierò questo post con una confessione che potrebbe procurarmi qualche nemico: odio il JSON.
Non è un odio irrazionale, di quelli che compaiono dal nulla. È un odio costruito, mattone dopo mattone, in anni di debug di payload malformati, campi che dovevano essere numeri ma arrivavano come stringhe, e quel classico null dove ti aspettavi un array vuoto. Il JSON è l’equivalente digitale di una conversazione telefonica con tua nonna: pensi di aver capito cosa ha detto, ma quando arrivi lì, la torta di carote non aveva quella glassa al cioccolato che ti aspettavi (i brasiliani capiranno).
Se hai letto i miei post precedenti sulla creazione di un Home Server via CLI, sai esattamente cosa penso del sistema operativo di Microsoft. Per me, usare Windows per lavoro o sviluppo è uno spreco di prestazioni, privacy e sanità mentale. Consuma RAM solo per esistere, invia dati di telemetria sui tuoi movimenti del mouse a Redmond e si riavvia senza il tuo permesso per installare un aggiornamento che cambia l’icona della calcolatrice.