Devo raccontarvi di una squadra di calcio che è morta e si è rifiutata di rimanere morta.
Non metaforicamente. Letteralmente. Il 4 maggio 1949, un aereo Fiat G.212 che trasportava l’intera squadra del Torino FC si schiantò contro la Basilica di Superga, appena fuori Torino. Trentuno persone morirono. La squadra che aveva vinto cinque scudetti consecutivi, la spina dorsale della nazionale italiana, il più grande club che l’Europa avesse mai visto, fu spazzato via in un istante.
Io e mia moglie abbiamo un nuovo rituale del venerdì. Ci sediamo a guardare Pluribus. Telefoni spenti. Luci soffuse. Niente secondo schermo.
Nel 2025, questo è un atto di ribellione.
Il Problema
La televisione moderna ha paura di te. Dà per scontato che tu abbia la capacità di attenzione di un pesce rosso sotto caffeina. Netflix carica ogni punto della trama nei primi cinque minuti. I colpi di scena arrivano ogni sette minuti. Il montaggio è così frenetico che la serie stessa sembra avere un attacco di panico.
“Bon sabbo à tutti! 🏴 !” (Buon sabato a tutti!)
Mi sono recentemente trasferito in Italia, precisamente in Liguria, dove Genova siede come una sentinella segnata che vigila sul Mediterraneo. Questo pomeriggio, 20 dicembre, mi sono trovato nel cuore della città per assistere al Confeugo. È una cerimonia di fuoco, profezia e fantasmi linguistici, e mi ha costretto a guardare oltre la versione cartolina dell’Italia, verso qualcosa di molto più abrasivo e reale.
Avete visto il nuovo Santiago Bernabéu? È una meraviglia tecnologica. Ha un campo retrattile che si nasconde in una caverna. Ha uno schermo a 360 gradi che fa sembrare Las Vegas sottile. Genera denaro con l’efficienza di una banca svizzera.
È anche morto.
Marc Augé ha coniato il termine “Non-Luogo” per descrivere spazi di transitorietà. Aeroporti. Supermercati. Catene alberghiere. Luoghi dove le relazioni umane sono sospese e sei definito unicamente dal limite della tua carta di credito.