I Tutorial di Paradox Interactive: Il Vero Paradosso
Circa 10 anni fa, ero profondamente dipendente dai giochi di Paradox Interactive, uno sviluppatore e publisher svedese specializzato in giochi 4X. Per chi non lo sapesse, 4X è un acronimo per eXplore, eXpand, eXploit ed eXterminate. Si tratta di giochi complessi in cui guidi una nazione o una razza in una lotta per la supremazia, sia su scala globale che galattica. Civilization è un esempio ben noto di questo genere.
Avevo appena iniziato la scuola di ingegneria e, oltre alla mia folle dipendenza da Diablo 3 (di cui parlerò un giorno), adoravo i giochi Paradox. Per me era normale tornare a casa dopo l’università, di solito tra le 23 e mezzanotte, e giocare un’ora o due a Crusader Kings 2 o Victoria 2. Quel modo di giocare, costantemente spinto dalla frase “Faccio solo un’altra cosa e poi smetto” (i giocatori di Civ conoscono la sensazione), spesso comprometteva la mia sanità mentale il giorno successivo a causa della mancanza di sonno.
Ma col tempo, ho smesso di giocare a questi titoli…
Il Ritorno
…fino a quando, probabilmente spinto dalla mia recente ossessione di consumare tutto nell’universo di Star Trek, ho deciso di scaricare Stellaris per provare un po’ di esplorazione spaziale. Ho comprato il gioco al lancio, da qualche parte intorno al 2016 o 2017, se non sbaglio, e stava raccogliendo polvere nella mia libreria Steam.

Ovviamente, Stellaris non è un gioco di Star Trek, ma avevo letto di una mod per l’universo Trekker, che è stata sufficiente per convincermi a scaricarlo.
Ho aperto il gioco base con l’arroganza di chi conosceva già perfettamente la formula Paradox. Ma, ovviamente, una formula del 2015 subisce cambiamenti. Inoltre, il concetto stesso di Stellaris era diverso rispetto agli altri giochi del publisher. Crusader Kings 2 riguardava la Terra nel Medioevo, Europa Universalis il mercantilismo e il Rinascimento, Victoria riguardava… beh, l’era vittoriana, e Hearts of Iron le guerre del XX secolo. Ma non Stellaris, Stellaris riguardava la conquista dello spazio. L’ultima frontiera.
La difficoltà e come il gioco la affronta
Non avevo nemmeno giocato per cinque minuti che ero completamente perso. Navi scientifiche, pianeti, scoperte, energia, sistemi… c’erano così tanti concetti nuovi. Ero totalmente fuori dalla mia profondità.
Il gioco offre sì una sorta di tutorial, un robot che ti guida passo passo attraverso i concetti nel peggior stile “gioco mobile” possibile: “Clicca qui, clicca lì”. Se clicchi da qualche altra parte? Addio tutorial, e tutto diventa ancora più confuso.
Alla fine, ho deciso di fare la cosa sensata: disattivare il tutorial. E quello, amici miei, è stato il momento in cui il gioco è cambiato. I tutorial Paradox sono orribili, sono scriptati nel peggior senso della parola e fanno solo intralcio. Il vero tutorial dell’azienda è in realtà la sua interfaccia utente. Dato che questi giochi usano una meccanica a orologio, puoi fermare il tempo per leggere con calma, pianificare strategie ed esplorare con il mouse. L’interfaccia stessa è invitante.
Il risultato: ecco la mia domenica passata a giocare a Stellaris. Ho progredito nel tempo, conquistato parte della galassia, incontrato altre razze, e tutto è sembrato estremamente organico. Ho riscoperto quella sensazione di “Faccio solo un’altra cosa e poi smetto”.
Il Paradosso
Ho sempre difeso la tesi che, nello sviluppo, il codice dovrebbe essere autoesplicativo, i commenti sono necessari solo in casi specifici. Se hai bisogno di spiegare cosa è stato fatto, qualcosa non va.
Ed ecco qui il Paradosso di Paradox: il gioco ha un tutorial, ma il vero tutorial è il gioco stesso.
